I Testi

Evasione di un’Idea (Tonetti, Pini, Pezzini)
Due ferri contorti, solo la mia fantasia
di uscire dal buco di una realtà,
di un’idea costruita sopra la mia età,
evasione da un momento, forse passerà
come il vento che vola e uccide
il pianto di una persona, il sogno di un re,
un ricordo appena nato ora è morto su di me,
attraverso il vuoto vedi…
Rimane il tempo di conquistare
un’ombra di vetro nel quale diventa nero
il tuo stanco guerriero di carta
chiuso nel suo lamento
forse passerà come il vento
che gira e scalfisce la pietra ed intanto
quel grido si sveglierà
un canto di gioia scoppierà, un giorno ancora…

Eroi Invincibili…son solo i Pensieri (Tonetti, Pini, Pezzini)
E’ il quarto mese e già io credo di perdere
il tempio che di posseder non so
si perderò, forse no il nome mio per sempre.
Prati bruciati sotto mille emozioni
ricordano un aprile disperato,
non so quali suoni riusciranno a salire per primi…
Eroi invincibili son solo i pensieri
simili a contorni indescrivibili,
certo, ho giocato le mie carte su lagune deserte.
Non cerchi più i commi greci….
Eroi invincibili son solo i pensieri….
Sentieri già incontrati son costretto a percorrere
strisciando sopra strati di follia,
correre o annegare sotto amare occasioni perdute.

Riflessi Indicativi (Pini, Tonetti, Onorati)
Giare di cera nei palazzi, versano fango sui passanti
Ricchi mercanti di parole, vendono il sole a metà prezzo
Senza il permesso di Elios, che il suo grande carro non tira più
E non senti più i tuoi rimorsi, solo i riflessi di un mattino.
Lunghe distese di richiami, lanciano reti di cristalli
Neri coralli di Morane, ornano strane costruzioni
Con le finzioni della gente, che non regge nella sua memoria
E non ricordi più i tempi andati, esempi ritratti dalla storia.
Rari momenti di silenzio, rubano spazio ai tuoi progetti
Fragili oggetti di Tong-Guan, cadono sopra i marciapiedi
Ma non ti concedi alla gloria, segno di perduta spontaneità
Ormai stai seduto nella notte e scruti la luce più lontana.

Secondo Dubbio (Tonetti, Onorati)
Dritti gli alberi sono rimasti uccisi dalla nebbia
sopra i resti di cento cortine che cingono il pensiero,
fine di un evento davvero importante per chi crede ancora
che la sua vita, il suo vero scopo finiscano qui.
Vecchi ricordi ritraggono un uomo seduto su una linea,
come in un punto perduto nel mezzo al mio settimo sole,
poche parole non servono a scrivere una storia di rabbia
a chi è scampato, a chi è fuggito oltre la nebbia.
Quale coraggio riammette il volere di un cielo disperso nel niente
dietro al potere nascosto in due o tre libri imparati a memoria,
storia di rabbia davvero importante per chi crede ancora
che la sua gente non riesca a vedere oltre la nebbia.

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